Guardia nel 1742. Comune di Guardia dei Lombardi (AV)

Riferimento: 9788872974810

Editore: ABE
Autore: Spagnuolo Agostina
Collana: Catasti onciari del Regno di Napoli
Pagine: 128 p., Libro in brossura
EAN: 9788872974810
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Descrizione

Guardia Lombarda è la denominazione di Guardia Lombardi nel periodo di cui si tratta in questa pubblicazione. Interessante anche l'uso delle unità di misura di quel tempo: per l'estensione agraria l'opera, il tomolo, la mesura; per la misura lineare il palmo, la canna, il braccio; per il peso il rotolo, l'onza; la moneta: il ducato, il carlino, il grano o grana, il tarì. E termini come casaleno, pagliajo, massaria, pedanale, pannizza, caselle e palmenti di fabrica, etc. Ne ho riferito nel glossario il significato, dopo averlo ricercato in antichi vocabolari. È da notare che nell'onciario la preposizione di o de di tutti i cognomi di origina patronimica inizia sempre con la minuscola, diventerà maiuscola nel napoleonico. A parte la difficoltà di interpretare la grafia dei manoscritti, l'uso del dialetto è frequente: così Boccolo è riportato talvolta con Vuccolo e Buccolo, Furnielli o Frondelli per Fornelli, Bovenzi e Bevenzi, Celso o Celzo o Celsi, Franconetto e Francionetto, e così via. Evidentemente, anche Giaggia e Piaggia o Spiaggia sono da considerare sinonimi. Ho lasciato puntini sospensivi tra parentesi o il punto interrogativo laddove il testo non mi è risultato chiaro. La denominazione di alcuni luoghi, riferita ovviamente al tempo in oggetto, è spesso chiarita dal testo stesso, da quel seu che significa o, oppure: Spiaggia seu Calvario, Trinità seu Cerreta, La Fontana di cinque grana alias la Matinella, Le Lazzàre seu Fornelli, La Difenzola detta di Valdimasi seu Pietro Uglia, e anche pastino seu vigna nuova, vigna seu deserta. Interessante l'antica denominazione dei paesi: Carauni per Carbonara, nome dell'antica Aquilonia, e Villamagna per Villamaina, Piescopagano per Pescopagano. Come in altri paesi, anche a Guardia un monte di maritaggio assicurava un minimo di dote alle ragazze povere e orfane: in questo caso l'istituzione di beneficenza era il monte De Mongellis, fondato da Don Tiberio de Mongellis e dalla nobile Vittoria Lucania. È la storia della gente comune quella che ho cercato: artigiani, massari, bracciali. Gente operosa, alle cui storie mi sono avvicinata con profondo rispetto. Molti dei loro nomi, tramandati di generazione in generazione, io li riconosco nelle persone di oggi. Altri sono scomparsi da Guardia a causa delle emigrazioni in terre straniere. E a loro, in primo luogo, agli emigranti, dedico questo lavoro, che sempre portano nel cuore il paese di origine conservandone lingua e tradizioni, tramandandole ovunque abbiano trovato casa. Lo dedico a chi è rimasto e si adopera per il suo progresso; agli anziani, che ne rappresentano la memoria storica; ai giovani, ai quali auguro che questa terra sia più generosa nell'offrire la possibilità di realizzare le loro aspettative. Lo dedico in particolare a mio marito che tanto ama la sua terra, e ai nostri figli: Adele, Mariangela, Pierangelo, che sicuramente anch'essi l'hanno a cuore.