Porti, retroporti e zone economiche speciali

Riferimento: 9788892114319

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Pagine: 454 p., Libro in brossura
EAN: 9788892114319
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Descrizione

Il libro affronta, da vari angoli di visuale, il ruolo che la portualità e le Zone Economiche Speciali (ZES) svolgono oggi nel mercato globale, con particolare attenzione alla posizione dell'Italia ed alle sfide che essa è chiamata a giocare nel bacino del mediterraneo. Le ZES sono una realtà ormai affermata. Nel mondo ve ne sono quasi 4 mila, di varia tipologia, con oltre 70 milioni di occupati. Le più virtuose si concentrano sui processi manifatturieri e sulle nuove tecnologie. Esse mettono a convergenza grandi infrastrutture, competenze, servizi con la semplificazione delle procedure burocratiche, riduzione degli oneri doganali ed un fisco differenziato che premia chi produce e chi più esporta. Gli esempi sono noti: TangerMed, le Free Zones egiziane, quelle polacche, ma anche Shannon, in Irlanda, le grandi zone cinesi, come Shenzhen, quelle americane... ecc. Alcuni le chiamano zone ad economia liberale, intendendo luoghi dove lo Stato incentiva e aiuta i processi produttivi, non li soffoca. Ciò, a patto che le regole, pur semplificate, vengano rispettate e che si tutelino l'ambiente, la salute, i diritti dei lavoratori. E si favoriscano le competenze, utili ai processi produttivi. L'Italia, con grande ritardo, si affaccia solo oggi a queste opportunità. Con la riforma delle autorità portuali nel 2016 ed il d.l. "Resto al Sud" nel 2017, ci siamo finalmente arrivati. Oggi abbiamo anche noi una disciplina delle ZES, che però devono ancora essere istituite con l'approvazione di altrettanti piani strategici regionali da parte del Governo. Abbiamo quindi uno strumento nuovo per competere con gli efficientissimi porti del nord Europa e con gli agguerritissimi porti del nord Africa, determinati a giocare un ruolo fondamentale nei traffici marittimi mondiali. La legge è però solo una cornice. Stato ed enti locali devono ora dimostrare di saper fare sistema e non disperdersi nei mille rivoli della solita politica clientelare. Al contrario: serve concentrazione di risorse e sburocratizzazione, oltre ad una minore pressione fiscale. Solo così potremo tentare di fronteggiare i grandi players globali, come oggi la Cina, che porta scientificamente avanti una politica di egemonia economica mondiale con zone franche irresistibilmente competitive e con la sistematica acquisizione delle infrastrutture fondamentali dei Paesi strategici. Questo libro, curato da Aldo Berlinguer, contiene una panoramica di queste dinamiche internazionali ed uno spaccato della situazione dei porti e dei retroporti in Italia. Ad esso hanno contribuito vari autori, italiani e stranieri: professori universitari, presidenti di Autorità di sistema portuale, esponenti delle istituzioni chiave, operatori del settore. Un lavoro, questo, che consente al lettore di acquisire una visione complessiva dei temi descritti con tante informazioni in ambito giuridico, economico, marittimo, amministrativo, fiscale, infrastrutturale e con una visione europea e internazionale. Un libro che solca un terreno vergine e colma una lacuna, come dimostra la pochissima letteratura presente oggi, in Italia, sui temi trattati.